Il Distretto diEconomia Civile di Campi

La nascita del primo Distretto di Economia civile d’Italia.

Per “dare casa” a tutto il percorso prima culturale e poi operativo dell’Amministrazione avviato già del 2013 con i Laboratori civici e Camplab (un prodomo di quello che diventerà poi il festival dell’economia civile) nasce nel 2017 il Distretto dell’Economia civile: un laboratorio permanente di partecipazione e di sperimentazione, formalmente istituito con una delibera della Giunta comunale, ispirato ai principi di una nuova economia capace di migliorare, concretamente, la qualità della vita, attraverso la creazione di lavoro, il rafforzamento dei legami sociali e la tutela effettiva dell’ambiente.
Il primo Distretto dell’Economia civile in Italia si impegna a immaginare e costruire una realtà urbana in grado di sviluppare delle risposte innovative ai bisogni sociali, economici e ambientali del territorio e della comunità che lo abita.

Tutto ciò grazie all’impegno condiviso di istituzioni, società civile, agenzie formative, terzo settore e imprese. Di quella economia “civile” che è fondamentale per lo sviluppo e la crescita di un contesto di persone e del suo benessere.Il Distretto nasce grazie al contributo determinante di Legambiente che fin dall’inizio affianca il processo oltre alla collaborazione con Anci Toscana e Sec (Scuola dell’Economia civile) di Loppiano. Si inserisce naturalmente all’interno del programma della Regione Toscana che sul tema dell’economia collaborativa e civile realizza nel 2017 il Libro Verde  e di tutto il percorso #opentoscana che accompagna operativamente tuttora le linee di indirizzo in esso contenute.


Dal Festival ai progetti concreti

Nel primo anno di vita le attività del Distretto sono finalizzate a mettere in pratica gli impegni assunti dopo il primo Festival dell’economia civile del 2016, attraverso 4 tavoli di lavoro: welfare di comunità, imprese e lavoro civile soprattutto giovanile, rigenerazione socio-urbana, nuovi modelli energetici.

Dal lavoro dei tavoli e poi dalla realizzazione della seconda edizione del festival nel 2017 si avviano e si realizzano una serie di interventi, azioni e progetti che diventano vere e proprie risposte pratiche e concrete alle sollecitazioni del percorso culturale, fondamentale per il coinvolgimento dei vari attori coinvolti nella realizzazione del Distretto.

Parte il progetto sul recupero e il riuso del cibo “Spreco zero – Avanzi tutta” (prima manifesto e poi azione pratica che coinvolge vari attori  della città, pubblici e privati); apre lo sportello amianto per il definitivo smantellamento delle coperture in amianto ancora presenti nel territorio; si sviluppa l’azione di alternanza scuola lavoro con particolare attenzione agli obiettivi e finalità del distretto; vengono firmati i protocolli con Università di Firenze per il miglioramento delle offerte di scambio e di formazione fra università e imprese; si rafforza la collaborazione con la Regione Toscana sullo sviluppo dei Beni comuni; nasce l’Emporio “Fai da Te” con Leroy Merlin; viene approvata la delibera sull’agevolazione dell’impresa civile giovanile; il Consiglio comunale approva il Regolamento per i beni comuni; si avviano la sperimentazione degli orti urbani e il progetto per la rigenerazione socio-urbana del Casello idraulico, in collaborazione con la Regione Toscana; parte, infine, il Tour dell’innovazione, che porterà nuove proposte e nuove pratiche da adottare nel contesto del Distretto. Il tour si fermerà in varie località italiane tra cui, a maggio, a Taranto, durante la Biennale della prossimità 2019, in cui verrà raccontato il Distretto e si incontreranno altri comuni che in Italia stanno sperimentando pratiche di innovazione civica.


Toscana, regione civile

Anche grazie all’impulso del Distretto e della collaborazione sviluppata da Legambiente con Legacoop e Confcooperative, la Regione Toscana, attraverso l’assessorato alla Presidenza, ha deciso di lanciare il primo bando per la nascita di cooperative di comunità in Toscana, con ottimi risultati. Il percorso realizzato a Campi Bisenzio diventa, infine, uno dei motori fondamentali per la costituzione a marzo 2019 della prima rete dei comuni e Regione Toscana sull’innovazione civica e l’economia civile, promossa sempre dall’assessorato alla Presidenza della giunta regionale.


Un impegno che si rafforza

Oggi sono diverse le amministrazioni comunali che come Campi Bisenzio hanno già deciso di avviare il percorso verso la nascita di Un Distretto dell’Economia civile o hanno già deliberato di istituirlo, come quelle di Pontecagnano, in provincia di Salerno, e Marcianise, in provincia di Caserta.

Il Comune di Campi Bisenzio, con la delibera n. 31 del 5 marzo 2019, che conferma la realizzazione della quarta edizione del Festival dell’Economia civile, ha deciso di rafforzare il Distretto, con l’istituzione di un Comitato scientifico che lo accompagni e la valutazione degli impatti e dei miglioramenti generati dalle attività del Distretto. Due sono le caratteristiche principali di questo nuova stagione d’impegno:

  1. la lettura del territorio attraverso il metodo del Design dei contesti (una lettura dei potenziali di fragilità e di forza dal punto di vista sociale, economico e ambientale che determinano l’arricchimento di risorse relazionali all’interno del distretto e la programmazione dell’innovazione civica più opportuna dato il contesto);
  2. le azioni di innovazione civica, con la lettura dei miglioramenti e degli impatti sociali, economici e ambientali, attraverso 4 indicatori: qualità socio-ambientale, nascita e sviluppo imprese civili, rigenerazione socio-urbana, nuove forme di collaborazione civica.